Questo blog è più che altro una sorta di quaderno di appunti. Qui inserirò tutto ciò che potrà servirmi in futuro e che sicuramente dimenticherei: annotazioni su Gentoo Linux e l'informatica in generale, link a siti interessanti, film o album che voglio vedere/ascoltare. Non mancheranno però anche articoli, recenzioni, notizie di cronaca o di politica che penso possano interessare i miei occasionali lettori.
Benvenuti nel mio mondo personale: attenti a non inciampare, c'è un po' di confusione!
Se, come me, avete un overlay personale nel quale inserite gli ebuild scritti da voi o trovati in giro in rete e se vi è capitato di avere un errore di questo tipo quando utilizzate il Portage:
WARNING: One or more repositories have missing repo_name entries:
/usr/local/portage/mizar/profiles/repo_name
NOTE: Each repo_name entry should be a plain text file containing a
unique name for the repository on the first line.
il problema sta nel fatto che il Portage non riconosce l'overlay perchè non sa come si chiama. Il trucco è creare una directory profiles nel vostro overlay e un file repo_name con un nome qualunque (anche soltanto local):
Naturalmente sostituite a mizar il nome della directory nella quale avete il vostro overlay.
Se utilizzate Sabayon Linux può esservi capitato negli ultimi tempi di ricevere dal Portage una lamentela di questo tipo:
!!! The following installed packages are masked:
- dev-java/sun-jdk-1.6.0.17 (masked by: dlj-1.1 license(s))
A copy of the 'dlj-1.1' license is located at '/usr/portage/licenses/dlj-1.1'.
- net-im/skype-2.1.0.81 (masked by: skype-eula license(s))
A copy of the 'skype-eula' license is located at '/usr/portage/licenses/skype-eula'.
- dev-java/sun-jre-bin-1.6.0.17 (masked by: dlj-1.1 license(s))
- app-emulation/virtualbox-bin-3.1.0-r11 (masked by: PUEL license(s))
A copy of the 'PUEL' license is located at '/usr/portage/licenses/PUEL'.
- net-wireless/broadcom-sta-5.10.91.9.3-r3 (masked by: Broadcom license(s))
A copy of the 'Broadcom' license is located at '/usr/portage/licenses/Broadcom'.
- dev-java/sun-jdk-1.5.0.22 (masked by: dlj-1.1 license(s))
For more information, see the MASKED PACKAGES section in the emerge
man page or refer to the Gentoo Handbook.
In questo caso, il problema è che Entropy installa i pacchetti sottoposti a licenza bypassando il Portage, il quale, quando si accorge della situazione, giustamente si lamenta. Per risolvere inserite nel vostro file /etc/make.conf una nuova riga di questo tipo:
ACCEPT_LICENSE="dlj-1.1 Broadcom PUEL skype-eula"
Se inserite:
ACCEPT_LICENSE="*"
non avrete più problemi di questo tipo ma Portage non vi avvertirà più quando state per installare un pacchetto sottoposto a licenza d'uso.
Dopo aver combattuto per tre giorni con Mathematica su Windows, ho deciso che ne avevo abbastanza. Il mio problema era piuttosto semplice: verificare se la mia tecnica di risoluzione numerica di una classe di modelli forniva risultati corretti, confrontandola con la soluzione analitica nota. La forma analitica della soluzione non era neanche troppo complessa: un semplice integrale e qualche costante qua e la. Ma niente da fare. Sintassi incomprensibile, stalli indefiniti, errori numerici di qualunque tipo e genere. Ad un tratto, mi sono ricordato di chi sono: quando mai io ho usato Winzozz, se non nei primordi della mia adolescenza ignorante? Non c'è un'alternativa valida a Mathematica in ambiente open source? So che di MatLab esiste una versione per Linux ma, essendo contrario per principio all'utilizzo software proprietario, mi sono rifiutato di installarlo per vedere se riuscivo a cavare un ragno dal buco. Così ho domandato un po' in giro e ho travato Sage. Sage si candida come il sostituto naturale in ambiente open source per MatLab e Mathematica. In realtà, non è un vero e proprio software a sé stante ma una sorta di front end che permette di utilizzare tutta una serie di altri software matematici già presenti in Linux come Octave, Maxima, ecc.
Passiamo all'installazione. Il pacchetto per Sage non è presente sul Portage nè tanto meno su Entropy. Per installare il tutto, quindi, è necessario andare a cercare l'ebuild da qualche parte. Esiste un overlay completamente dedicato a Sage: sage-on-gentoo. Per prima cosa quindi è necessario installare l'overlay tramite layman:
$ sudo layman -L
$ sudo layman -a sage-on-gentoo
Se, come nel mio caso, layman installa gli overlay in /usr/local/portage/layman allora, dopo aver lanciato i comandi suddetti, vi ritroverete con una nuova directory /usr/local/portage/layman/sage-on-gentoo. In tale directory sono contenute, tra l'altro, le directory package.use e package.keyword con due file di nome sage al loro interno. Il contenuto del file sage presente nella directory package.keyword va copiato all'interno del vostro file /etc/portage/package.keyword oppure, nel caso in cui utilizziate package.keyword in forma di directory, sarà possibile copiare direttamente il file sage al suo interno. Tale operazione serve a smascherare i pacchetti necessari a sage per essere installato. La stessa cosa va fatta per il file sage contenuto nella directory package.use il cui contenuto va copiato nel vostro file /etc/portage/package.use. Anche in questo caso se utilizzate package.use in forma di directory potete semplicemente copiare il file sage al suo interno. Questa operazione serve per settare correttamente le USE flags affinché le dipendenze di sage vengano compilate con tutte le funzionalità necessarie.
Fin qui stiamo semplicemente seguendo le istruzioni contenute nella pagina principale del sito dedicato all'overlay sage-on-gentoo. Tali istruzioni non sono risultate sufficienti nel mio caso: alcuni pacchetti risultavano ancora mascherati e alcune USE flags non erano ancora settate bene.
Ho sistemato il tutto con:
Ora potete partire con la compilazione di sage con un bel
$ sudo emerge sage
Mettetevi comodi ci vorrà un po' di tempo.
PS: se la compilazione fallisce provate a settare la USE flag thread anche per il pacchetto media-gfx/tachyon e a selezionare l'implementazione atlas per le librerie lapack tramite:
Ho appena finito di vedere il servizio del Tg1 delle 13.30 sugli ultimi recenti sviluppi del caso Mills. Come spero sappiano almeno tutti i frequentatori della Rete, l'avvocato inglese David Mills è stato condannato, in primo e in secondo grado, a quattro anni e mezzo di reclusione per la falsa testimonianza resa ai Pubblici Ministeri di Milano che indagavano sul caso All Iberian e sulla corruzione di alcuni ufficiali della Guardia di Finanza. La falsa testimonianza, secondo le sentenza della Procura di Milano, è stata resa al fine di favorire l'attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed è stata pagata profumatamente con circa 600 mila dollari.
Ieri la Corte di Cassazione ha messo la parola fine al caso (almeno parzialmente) annullando le sentenze precedenti per sopravvenuta prescrizione del reato. Secondo la sentenza della Corte, il reato sarebbe stato commesso in data 11 novembre 1999 (ovvero nel momento in cui l'avvocato fornisce le istruzioni per il trasferimento del denaro), e non il 29 febbraio 2000 (ovvero il giorno in cui il denaro effettivamente viene trasferito) come sostenuto fino al secondo grado di giudizio. Ora, il reato è prescritto ma il colpevole rimane tale. Mills, infatti, non è stato prosciolto nel merito e, così come è stato chiesta dal sostituto Procuratore generale della Cassazione Ciani, dovrà risarcire la Presidenza del Consiglio per il danno all'immagine e per l'intralcio al corretto funzionamento della giustizia prodotto dalla sua reticenza.
Al di là dell'ironia della sorte (il corrotto che deve rimborsare il corruttore non si è mai visto neanche nei peggiori film), non credo proprio che una persona innocente venga solitamente obbligata a sborsare altri soldi a causa del processo che ha dovuto subire. Anzi solitamente una persona che è stata proclamata innocente, viene risarcita o quanto meno non è tenuta al pagamento delle spese legali. Ecco, invece, Mills sarà tenuto anche a quello. Mi è piaciuto molto il commento del presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario, il quale ha dichiarato: "Dalla sentenza della Corte di Cassazione al processo All Iberian si evincono due fatti definitivi e incontrovertibili: Silvio Berlusconi ha corrotto David Mills e lo stesso Mills (come presumibilmente anche Berlusconi nel processo che riprende sabato) l'ha fatta franca solo perché il corruttore si è fatto una legge ad personam che ha diminuito i tempi di prescrizione. In ogni paese civile un Presidente del Consiglio per molto meno si sarebbe dimesso. Invece nel centrodestra c'è chi festeggia e tarocca la sentenza facendola passare per assoluzione. Berlusconi va sconfitto politicamente, ma va anche denunciato con forza il tentativo di mistificazione della verità che i suoi giornali, le televisioni di sua proprietà e quella pubblica che controlla direttamente e i suoi più stretti collaboratori stanno compiendo in queste ore". Niente da eccepire: finalmente un politico che parla chiaro e tondo. Non ce ne sono molti.
Purtroppo, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini probabilmente non è d'accordo con questa interpretazione, dato che, come dicevo, mi sono dovuto sorbire un servizio veramente scandaloso. Le parole "assoluzione", "assolto" e roba del genere sono state ripetute con vomitevole frequenza in modo che non venisse dato adito a dubbi, mentre la parola "prescrizione" è stata utilizzata una sola volta, in una frase sbrigativa e poco chiara, probabilmente per tenersi al riparo da eventuali problemi. Se fosse stato solo per Minzolini certamente non ci sarebbe stato alcun motivo per pronunciarla. Al danno che i cittadini per bene devono subire, vedendo che i ladri la fanno sempre franca mentre chi fa le spese di tutto sono sempre loro, si aggiunge la beffa della presa in giro e della mistificazione della verità. In questi giorni mi è capitato di essere spesso in macchina e di sentire molti giornali radio. La serie di notizie che ero costretto a sentire mi hanno portato a pensare che in nessun altro paese tali giornali radio avrebbero potuto mai essere trasmessi: lo scandalo Telecom-Fastweb, un senatore della Repubblica coinvolto con la 'ndrangheta (Di Girolamo) e i commenti assurdi sulla situazione, il petrolio che avanza nel Po' verso l'Adriatico, gli strascichi dello scandalo sulla Protezione Civile, la sentenza Mills. Assolutamente assurdo in qualunque altro paese. E c'è ancora gente che si interroga se la situazione attuale possa essere paragonata allo scoppio di Tangentopoli più di dieci anni fa. Qua il problema non è se si può parlare di nuova Tangetopoli oppure no. Il problema adesso e sempre è se i colpevoli verranno condannati o la faranno franca: dagli ultimi sviluppi pare proprio che la faranno franca.
E' sorprendente come, a volte, accadono delle cose che ti rimangono in testa. Ed è ancora più sorprendente come, quando qualcosa ti rimane in testa, subito dopo accade qualcos'altro e poi qualcos'altro ancora e poi ancora, fino a quando non ti formi un'opinione su un concetto. Ecco allora che scatta il post sul blog.
L'altro giorno, eravamo fuori dalla chiesa del Ringo, dopo aver assistito alla celebrazione del Mercoledì delle Ceneri. Classiche frasi: cosa facciamo, dove andiamo, dai facciamo qualcosa! Io e Sandro allora scattiamo insieme nella (per noi assolutamente classica) litania fanciullesca alla Jim Morrison: "Dai! Fondiamo una religione! Dai, dai! Di più, di più!". Federica, che era li accanto a noi, ci ha presi per pazzi. Io me ne sono accorto ma poi la pioggia ci ha impedito di parlarne. La cosa mi è tornata in mente ieri, mentre guardavo questo video sul sito del Fatto Quotidiano:
Vi consiglio di guardarlo direttamente dal sito del MisFatto perché c'è la versione completa. Anzi vi consiglio di guardare anche la sezione dal titolo "Il barzellettiere": semplicemente inquietante. Comunque....
Stavo dicendo, guardo questo video e mi viene in mente quella situazione davanti al Ringo nonché alcune altre cose che racconterò a breve. Penserete che sono pazzo e che non ho niente da fare (e non ci andreste lontani), però la cosa ha un senso. Il video di Verdone, infatti, parla della decadenza del Mito nella nostra società. Carlo racconta di come, un giorno (fine anni sessanta), gli sia capitato di incontrare per strada Gian Maria Volontè (se non sapete chi è Gian Maria Volontè allora è inutile che continuate a leggere questo post... no scherzo!) e di come si sia avvicinato, rispettosamente e timorosamente, per fargli i complimenti. Subito dopo, fa un parallelo con un episodio in cui la situazione si capovolge: questa volta è lui l'attore famoso che viene avvicinato da un fan. Solo che questa volta il fan è un burino romano che praticamente aggredisce Carlo e lo costringe a telefonare ad un amico per fargli una delle sue classiche voci. Carlo racconta anche di un episodio che vede protagonista Alberto Sordi e fa notare, con un atteggiamento abbastanza auto-ironico, come da Gian Maria Volontè e Alberto Sordi si sia "scesi" a Carlo Verdone nella classifica del Mito.
E allora qui cominciano le associazioni di idee. Intanto ho pensato subito a come, pochi anni di distanza tra me, Sandro e Federica, possa comportare una differenza, a volte anche notevole, nel linguaggio e nei punti di riferimento culturali, magari anche solo nell'ambito del mondo dello spettacolo. Se chiedi a qualcuno della mia età se ha visto il film "The Doors" (o se conosce almeno Jim Morrison) penso che una buona percentuale risponderà di si e avrà presente la scena di cui sopra. Già pochi anni e la percentuale si abbassa. Questo ovviamente, di per se non significa nulla. E' ovvio che, nello scorrere degli anni, i modelli culturali, le icone e (appunto) il Mito si modifichino e si evolvano. Inoltre, a parità di età, tutto dipende anche dall'ambiente culturale in cui si è cresciuti, dalle persone che si è frequentate, dalle esperienze. Non si può essere troppo superficiali. Penso però che una cosa sia innegabile. Il Mito, inteso come modello culturale, come riferimento, come avanguardia, come agente che modifica la realtà e la rende più ricca, non si sta solo modificando. Sta sparendo.
Verdone fa notare come, nella società attuale, la visibilità viene data ai "senza talento". E qui mi viene in mente un'altra cosa su cui ho ragionato un po' di recente: il trailer del film "Genitori & Figli, agitare bene prima dell'uso". Penso che ce l'avrete tutti presente: quel film in cui Andrea Facchinetti, nella parte del figlio, dichiara "Sei milioni di italiani guardano il Grande Fratello! Siamo tutti dei coglioni?" e i suoi genitori, Michele Placido e Margherita Buy, gli rispondono in coro un sonoro "SI!". Al di là della speculazione ricorsiva da parte del mondo dello spettacolo, che è capace di criticarsi e prendersi in giro, solo ed esclusivamente per incrementare ancora di più gli introiti senza alcuna volontà di cambiamento effettiva, sicuramente questa scena fa riflettere. Forse sono io che frequento molte persone che non fanno altro che parlare di Grande Fratello, di Mauro, Veronica e altri che non so assolutamente chi siano, però è innegabile che in Italia negli ultimi anni fra i ragazzi e le ragazza della mia età o più piccoli non ci sia molto di cui parlare se non di quello. Quali altri modelli, quali altri Miti vengono forniti?
Prendiamo ad esempio il festival di San Remo, che ovviamente io sto boicottando e ignorando con tutte le mie forze (non che ci sia bisogno di un grosso impegno). Come tutti sappiamo, Morgan è stato cacciato e gli è stato impedito di partecipare al festival per aver fatto una battuta (sicuramente infelice) sul suo consumo abituale di cocaina. Io lo chiamerei il festival di San Ipocrisia ovviamente ma non è questo il punto. Il punto è che, mentre un cantautore con un innegabile talento (naturalmente non è che Morgan sia un genio ma lo sto prendendo come esempio perchè il caso è noto) è stato escluso dal festival per un motivo opinabile, assolutamente nessuno si è opposto, o sta discutendo (parlo di un'attenta analisi della situazione e non del gossip), sul fatto che Emanuele Filiberto abbia avuto la possibilità di presentarsi sul palco dell'Ariston, insieme a Pupo, come se fosse un vero artista quando invece non è assolutamente nessuno. Tanto è vero che, almeno, hanno avuto la decenza di buttarli fuori subito. (EDIT: O mio Dio, mi hanno appena detto che sono stati ripescati e sono in finale! Che vomito.)
E di questi episodi potrei raccontarne infiniti. La verità purtroppo è che, come dice Verdone, il nostro è un mondo di "senza talento" e in realtà, se ci pensate, la definizione si estende non solo al mondo dello spettacolo. Prima c'era Moro, De Gasperi, Sturzo, Pasolini, Bobbio, Sciascia, Biagi, De Andrè, Rino Gaetano. Ora chi c'è? Calderoli? Vespa? Emanuele Filiberto? Un altro paio di decenni e non avremo più Miti veri grazie ai quali emozionarci, riflettere, analizzare il mondo e renderlo migliore.
Come vedete qui a destra è apparso un nuovo elemento grafico ad arricchire ancor di più il mio blog. E' la mia libreria Anobii. Cos'è Anobii? E' uno dei siti e degli strumenti migliori che io abbia scoperto nell'ultimo periodo soprattutto per quelli come me che leggono molto (o quanto meno ci provano).
Anobii.com è un vero e proprio social network, dotato però di una caratteristica particolare che lo rende differente dagli altri suoi simili come Facebook o Twitter. E' un social network tematico e in particolare è dedicato ai libri, alla lettura e allo scambio di idee e consigli letterari. Il mio essere, in fondo, un intellettuale snob mi fa dire che Anobii è il miglior social network che si possa immaginare (fino a quando non ne troverò uno cinematografico).
Quando ci si iscrive su Anobii si ha la possibilità di creare la propria libreria virtuale con i libri che si possiede, che si è letti, che si sta leggendo in quel momento o semplicemente che si desidera acquistare prima o poi. Inserire un libro è facile e veloce: basta inserire il codice ISBN e il sistema riconoscerà automaticamente il libro e l'edizione e lo aggiungerà alla Libreria o alla Lista dei desideri. Se poi si possiede un iPhone come me allora il tutto è veramente immediato: grazie ad una grandiosa applicazione è possibile semplicemente passare l'iPhone su codice ISBN del libro e automaticamente questo sarà aggiunto al proprio account Anobii. Geniale.
Come su Facebook o Twitter esiste il concetto di "amicizia" ovvero è possibile seguire le letture dei propri amici, scambiarsi i libri e chiacchierare sulle ultime novità sui propri scaffali. Esiste anche il concetto di "vicinanza": se navigando su Anobii notate che qualche altro utente ha i vostri stessi gusti letterari potete decidere di seguire le sue letture anche se in realtà non lo conoscete. In questo modo si possono conoscere persone nuove grazie all'accomunata passione per la lettura.
Ho scritto questo post per consigliare ai miei occasionali lettori questo interessantissimo sito. Se credete anche voi che la vita è troppo complessa per essere capita totalmente e il mondo troppo vasto per essere ammirato in ogni suo angolo, ma che i libri possono essere una buona soluzione al problema, allora Anobii.com è il sito che fa per voi.
C'era più gente di quanto pensassi oggi al Sit-in contro la presentazione del progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina di fronte al Palazzo della Cultura, in occasione della sua inaugurazione. Abbiamo cominciato in pochi ma, via via che il tempo passava e il traffico diminuiva, la gente affluiva. Certo, paragonare questa manifestazione ad uno qualunque dei presidi del movimento No-Tav o No-DalMolin fa scemare ogni ottimismo. Certo, c'erano sempre le stesse facce, le stesse persone che lottano da una vita all'interno del movimento. Certo, i ragazzi sotto i 25 anni si contavano sulle dite di una mano. Ma in fondo meglio vedere il lato positivo della cosa, giusto?
Durante il Sit-in, ho avuto modo di parlare con un fotografo che se l'è presa con me perché le persone erano poche. Mi ha detto di essere di destra e mi ha rinfacciato che il movimento No-Ponte non è aperto ad associazioni e/o partiti che, pur essendo di destra, vorrebbero partecipare più attivamente e contribuire. Prima di tutto, non ho mai capito per quale motivo il movimento No-Ponte dovrebbe essere necessariamente di sinistra (questa necessità di taggare politicamente e/o ideologicamente qualunque cosa mi ha sempre dato fastidio). In ogni caso, non ho potuto fare a meno di confermargli che aveva perfettamente ragione. Pur non essendo presente in prima persona alle riunioni organizzative, so di per certo, tramite il ragazzo che solitamente rappresenta Energia Messinese all'interno del movimento, che buona parte del tempo viene speso in discussioni e litigi relativi alla possibilità o meno di consentire ad associazioni e partiti di destra di partecipare attivamente e dare una mano. Non è la prima volta che sento cose di questo genere e credo che in questo modo non andremo assolutamente da nessuna parte.
Successivamente, ho avuto la possibilità di entrare all'interno del Palazzo proibito. E' affascinante notare con quanta facilità io sia riuscito ad entrare mentre Renato Accorinti e alcuni altri avevano perso mezz'ora a litigare con il questore, a farsi spingere, a gridare, prima di avere il permesso di mettere un piede dentro (vi consiglio di dare un'occhiata al secondo video in fondo). Dicevo, ho avuto la possibilità di entrare per dare un'occhiata e sentire una piccola parte della conferenza (il tempo di scocciarmi e uscire di nuovo). Ho sentito parlare prima il presidente della società Stretto di Messina Calarco, poi il nostro amato Sindaco Buzzanca, infine il presidente della Provincia di Messina Ricevuto. La mia prima, direi quasi folgorante, impressione è stato il distacco assoluto tra quanto accadeva fuori e quanto vedevo e sentivo dentro. Non solo una differenza di contenuti, di opinioni e/o motivazioni. No, qualcosa di più profondo. E' come se si vivesse in universi separati e incomunicabili. Loro, avvolti come bambagia nel loro potere, si muovono attraverso meccanismi oscuri. Quando li si sente parlare, bisogna prestare veramente attenzione perché ogni parola ha due, tre significati e ogni frase è un messaggio per qualcuno. A volte, non riesco a capire se mentono sapendo di mentire o se credono veramente in quello che dicono o in quello che sentono dire agli altri. Noi, d'altra parte, siamo lì che gridiamo, urliamo le nostre ragioni. Ma a volte, mi capita di pensare, urliamo anche la nostra frustrazione per non essere dentro con loro, per non avere il potere di cambiare lo stato delle cose. E subito dopo, torniamo alle nostre vite senza impatto, forse con la coscienza pulita ma sostanzialmente con un nulla di fatto. Ho l'impressione che due siano le cose: o loro vivono sulla luna oppure siamo noi a non vivere affatto. Non sono in grado di definire la sensazione in maniera più accurata ma sono certo che non è sintomo di una situazione sana. Non è sicuramente ciò che si intende quando si usa la parola politica. Rappresentazione perfetta di ciò che ho cercato di esprimere è il terzo video in fondo che mostra, tra l'altro, l'arrivo del Presidente della Regione Sicilia Lombardo e l'accoglienza festosa dei manifestanti.
In un un Palazzo della Cultura non ancora agibile e negato alla funzione per cui era stato pensato ( ad oggi neanche le associazioni musicali, che rischiano la chiusura per via dei tagli -decisi dal Governo della Regione- ai finanziamenti per le attività artistiche, vi hanno accesso) verrà presentato venerdì prossimo il progetto (che non esiste) del Ponte sullo Stretto. Nel luogo-simbolo delle incompiute, di questa città verrà illustrata l'opera che, a tutti gli effetti, si candida ad essere la più grande delle incompiute. In uno spazio blindato (e che ha a che fare con la cultura un luogo chiuso a i cittadini?) verranno forniti i dati che scandiscono i tempi dell'ennesimo massacro del nostro territorio. Noi ci battiamo da anni contro una prospettiva che abbiamo definito di devastazione ambientale, sociale e culturale. I nostri argomenti hanno trovato di recente conferma nel pronunciamento della Corte dei Conti, che ha sottolineato la disinvoltura dei dati economici, l'azzardo ingegneristico e il grave impatto ambientale della grande opera. Noi siamo abitanti di questa terra, non siamo sudditi. Per questo motivo, per confermare i tanti SI (alla messa in sicurezza sismica e d idrogeologica del territorio, al rilancio dei trasporti pubblici, alle infrastrutture utili e prossime a i cittadini) ed il solo NO (al Ponte sullo Stretto) che hanno animato le nostre recenti iniziative saremo presenti davanti al Palazzo della Cultura venerdì 12 febbraio alle ore 13 e ci renderemo visibili.
"Quale necessità lo avrebbe mai costretto a nascere, dopo o prima, se derivasse dal nulla?" (Parmenide)
"San Bernardo di Chiaravalle disse una volta, in riferimento alla cultura contemporanea: "Siamo come nani sulle spalle dei Giganti." Ecco, a ben vedere oggi ci sono solo nani, perché dei Giganti non si ricorda più nessuno." (Enrico Berlinguer)
"Voi volete che i miserabili siano soccorsi. Io voglio che la miseria sia soppressa." (Victor Hugo)
"Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini." (Walt Whitman)
"I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo." (Sandro Pertini)
"L'Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito : la Sicilia è la chiave di tutto." (Johann Wolfgang Goethe)
"Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico." (Oscar Wilde)
"E nella Bocca del Faro v'è la maggiore meraviglia del mondo, chè nulla vi dura quando volge lo scirocco o il mezzogiorno, e le correnti vi sono tanto grandi e il mare vi entra così forte che nulla può resistervi". (Ramon Muntaner)
"Because God put His adamantine fate Between my sullen heart and its desire, I swore that I would burst the Iron Gate, Rise up, and curse Him on His throne of fire. Earth shuddered at my crown of blasphemy, But Love was as a flame about my feet; Proud up the Golden Stair I strode; and beat Thrice on the Gate, and entered with a cry --
All the great courts were quiet in the sun, And full of vacant echoes: moss had grown Over the glassy pavement, and begun To creep within the dusty council-halls. An idle wind blew round an empty throne And stirred the heavy curtains on the walls". (Rupert Brooke)
"Come sempre ambiguo. Io conduco una guerra su due fronti, contro la piccola borghesia e contro quel suo specchio che è certo conformismo di sinistra. E così scontento tutti, mi inimico tutti, sono costretto a tenere relazioni complicatissime, fatte di spiegazioni continue." (Pierpaolo Pasolini)